VINI E LIQUORI – Basilicata

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VINI
La Basilicata è una Regione votata alla vitivinicoltura di qualità. I vitigni tipici sono:
– AGLIANICO DEL VULTURE DOCG E’ un vino rosso ottenuto da uve del vitigno Aglianico coltivato nella zona del Vulture che si trova nel nord-ovest della Basilicata in provincia di Potenza. Nell’anno 1971 ha ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata (DOC) e nel 2010 la denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) come Aglianico del Vulture Superiore. Il vino Aglianico del Vulture ha un colore rosso rubino granato; profumo fragrante e vinoso, con sentore di fragola e di lampone; di sapore asciutto, sapido, armonico, 11,5-13% di alcool. L’Aglianico viene considerato vecchio dopo almeno 3 anni e di riserva dopo almeno 5 anni di invecchiamento in barrique. Ottimo con carni ed arrosti. La zona di produzione dell’Aglianico del Vulture comprende l’intero territorio dei comuni di Rionero in Vulture, Barile, Rapolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo San Gervasio, Banzi, Genzano di Lucania, escluse le tre isole amministrative di Sant’Ilario, Riparossa e Macchia del comune di Atella. L’origine del suo nome è incerta, c’è chi sostiene che sia ispirato all’antica città di Elea (Eleanico), sulla costa tirrenica della Lucania, e chi lo considera una semplice storpiatura della parola Ellenico. Gli antichi romani lo ribattezzarono poi “Vitis Ellenica” e lo sfruttarono per produrre il vino Falerno. Si narra che Annibale, dopo aver sconfitto i romani nel 212 a.C., avrebbe mandato i suoi soldati nel Vulture a curarsi con i vini della zona.

– MATERA DOC Il più giovane vino Doc lucano, il “Matera DOC” (luglio 2005) porta il nome della Città dei Sassi, ma anche dell’ intera provincia che si estende dalla costa jonica, antica Magna Grecia, alla murgia, con le sue gravine e chiese rupestri, passando per i calanchi, brulle coste dell’ area interna. I vigneti sono posizionati ad un massimo di 700 metri slm e si estendono per circa 1500 ettari sui territori di Accettura, Aliano, Bernalda, Calciano, Cirigliano, Colobraro, Craco, Ferrandina, Garaguso, Gorgoglione, Grassano, Grottole, Irsina, Matera, Miglionico, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Nova Siri, Oliveto Lucano, Pisticci, Policoro, Pomarico, Rotondella, Salandra, San Giorgio Lucano, San Mauro Forte, Scanzano Jonico, Stigliano, Tricarico, Tursi e Valsinni. Sono sei le tipologie prodotte del vino Matera Doc, tre rossi e tre bianchi, di cui uno spumante: “Matera Rosso”, “Matera Primitivo”, “Matera Moro”, “Matera Greco”, “Matera Bianco”, “Matera Spumante”.

– GROTTINO DI ROCCANOVA DOC La zona di produzione del vino a denominazione di origine controllata “Grottino di Roccanova” comprende gli interi territori amministrativi dei comuni di Roccanova, Sant’Arcangelo e Castronuovo di S. Andrea in provincia di Potenza. “Grottino di Roccanova” Rosso Riserva; “Grottino di Roccanova” Bianco; “Grottino di Roccanova” Rosato. La conservazione dei vini avviene all’interno di grotte-cantine, cioè veri e propri cunicoli scavati nella roccia delle “tempe arenarie”, dove i livelli costanti di temperatura e umidità mantengono inalterate nel tempo le caratteristiche del vino. Le grotte (circa 350) si trovano alla periferia dell’abitato di Roccanova (nelle contrade Prato, Piscicolo, Manca, Carazita, Mannara) e sono ben visibili a chi proviene da Sant’Arcangelo. Alcune di esse risalgono al 1700.

– TERRA DELL’ALTA VAL D’AGRI DOC E’ ottenuto da due vitigni internazionali, il Merlot e il Cabernet Sauvignon, che in questa zona della Basilicata esaltano le loro caratteristiche, grazie alle forti escursioni termiche estive, quando le uve sono in piena maturazione. Sono tre le tipologie di vino che vengono realizzate: il “Rosso”, che può seguire un invecchiamento di minimo un anno. il “Rosso Riserva” che invecchia due anni e il “Rosato” che prevede anche l’utilizzo di Malvasia Bianca di Basilicata. Grazie alla sinergia tra enti locali e agli operatori vinicoli della zona, il riconoscimento della DOC per il “Terre dell’Alta Val d’Agri” è arrivato a compimento nel 2003, consentendo di migliorare la gestione delle produzioni e la professionalità delle aziende vitivinicole.

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